ATTENZIONE! Alcuni dei video presenti in questa sezione potrebbero contenere immagini e parole che non sono adatte ad un pubblico minorenne o ad uno adulto e sensibile. Il blog è fatto con filmati trovati su Youtube, documenti rinvenuti nella Rete, pezzi di televisione mai andati in onda, brani censurati, spot pubblicitari trombati dalla logica editoriale italiana e molto altro...
sabato, 17 maggio 2008

STOP ALLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DI TOM FORD. TROPPO SESSO

[tratto da Repubblica.it]

Una campagna troppo trasgressiva. Tanto da meritare la censura dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. È quella realizzata da Tom Ford per il lancio della sua collezione primavera-estate. Le foto che per alcuni giorni sono state pubblicate liberamente sui settimanali italiani, sono state ritenute troppo esplicite. In particolare a scatenare polemiche è stato uno scatto in cui una donna morde il dito medio di una mano maschile. La notizia della censura italiana ha fatto il giro del mondo: molti giornali stranieri si sono meravigliati per la decisione dell'istituto. Non è la prima volta che accade, in passato era toccato a una pubblicità di Dolce&Gabbana e a quella di Rocco Siffredi per una marca di patatine.
 
 
 
 
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categoria: sesso, censura, pubblicità, tom ford


martedì, 13 maggio 2008

LE CENSURE DI TEX

Sul Blog Censurato abbiamo spesso parlato di fumetti censurati e dello stesso Tex Willer, il cui nome sarebbe un caso di autocensura degli autori.

In questo post segnaliamo il sito web www.tinosimonetti.it, per tutti coloro che desiderano approfondire l'argomento della censura in Tex.

"Gli anni Cinquanta furono un periodo difficile per i fumetti; inserite in un contesto generale di restaurazione e di moralizzazione "all'americana" furono ad essi rivolte accuse di immoralità e di corruzione dei ragazzi costretti a leggerli quasi clandestinamente. Pur senza raggiungere gli eccessi degli Stati Uniti, dove si bruciavano nelle piazze cataste di "comics", i fumetti erano da più parti criminalizzati e banditi. Nel 1951 due deputati democristiani presentarono un disegno di legge con il quale si intendeva istituire un controllo preventivo sulle pubblicazioni a fumetti; cioè ogni fumetto prima di arrivare nelle edicole doveva passare il vaglio di una apposita commissione. Il progetto di legge passò alla Camera ma non al Senato. Proposte analoghe furono presentate negli anni seguenti senza mai essere convertite in legge, ma misero in allarme gli editori che decisero di correre ai ripari. Alcuni di essi, tra cui Bonelli, stabilirono di adottare un codice di autoregolamentazione per le pubblicazioni a fumetti, identificando i fumetti realizzati nel rispetto di tale codice con il marchio di Garanzia Morale, che all'inizio degli anni Sessanta comparve sulle copertine di numerose testate."

 


Il termine scagnozzi è stato rimpiazzato da "uomini"

 "Nelle storie inedite erano bandite le scene eccessivamente violente, i vestiti e le pose "sconvenienti", soprattutto per i personaggi femminili, il linguaggio crudo e scurrile (per cui era frequente che un malvivente disarmato o preso a pugni dall'eroe di turno esclamasse un improbabile "Accidempoli!" invece di ben altre più realistiche espressioni); inoltre doveva sempre trasparire il rispetto per la Patria, per le istituzioni, per i sani principi.
Per le pubblicazioni che ristampavano storie già  edite in precedenza, come nel caso di Tex Gigante II serie, si trattava di modificare quanto, nei testi e nei disegni, non fosse rispettoso del codice morale di autoregolamentazione. E' a queste modifiche che ci si riferisce quando si parla di censure nei Tex II serie. Dato il contesto in cui si trovavano, gli editori erano sempre all'erta, per cui dopo una prima serie di modifiche, ritenevano opportuno rimaneggiare ulteriormente edizioni successive dello stesso albo, in una progressiva opera di autocensura. Esistono infatti edizioni diverse dello stesso albo di Tex, che si differenziano solo per l'entità  delle modifiche apportate. Dal numero 15, "La montagna misteriosa", le modifiche furono apportate fin dalla prima edizione. I primi 14 numeri, invece, furono pubblicati in una prima edizione non censurata e furono poi modificati progressivamente nelle edizioni e ristampe successive. Non è semplice, perciò, riconoscere gli albi completamente non censurati. Vi sono però in essi delle vignette che furono probabilmente le prime ad essere modificate, per cui se esse sono non censurate anche l'albo relativo lo è, purchè esso risponda anche ai requisiti esposti nella sezione .



Nell'analisi delle censure nei primi 14 albi, saranno indicate le strisce e le singole vignette da esaminare per stabilire se l'albo è o no censurato. In ogni albo vi sono numerosi casi di censura. Si è cercato, di solito, di indicare i casi di più facile controllo, quindi per lo più le strisce all'inizio o alla fine di un albo..."

Per saperne di più

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mercoledì, 07 maggio 2008

LA CINA CENSURA ANCHE QUEL MOSTRO DI PINOCCHIO

[tratto da Repubblica.it]

In vista delle Olimpiadi il governo annulla spettacoli teatrali, concerti e mostre. E' stata cancellata anche l'esibizione degli sbandieratori di Cori

Pinocchio spaventa la Cina
e viene espulso dal teatro



PECHINO - Povero Collodi, chi glielo avrebbe detto di finire sotto la scure della censura cinese. Succede anche questo, nel clima di psicosi che si è generato a Pechino dopo le contestazioni internazionali contro la fiaccola olimpica. Le autorità cinesi vedono rischi dappertutto, anche le più amichevoli manifestazioni culturali possono nascondere un agguato, l'occasione per una protesta.

L'ultima vittima del giro di vite è Le avventure di Pinocchio, ovvero bugie musicali, spettacolo per l'infanzia messo in scena dall'Associazione Dall'Orto di Firenze. Dovevano rappresentarlo alla Beijing Concert Hall ai primi di giugno (in occasione della locale Festa del Bambino), poi portarlo in tournée in altre cinque città della Repubblica Popolare. Tutto concordato con mesi di anticipo. L'Istituto Italiano di Cultura e la Regione Toscana avevano ricevuto un regolare invito dalle autorità locali. Poi il clima è cambiato.

Improvvisamente la censura di Stato ha voluto controllare il testo tradotto in mandarino: forse a caccia di allusioni ai diritti umani? L'innocuo testo di Collodi è passato sotto l'esame dei censori, ma neppure questo è bastato a rassicurare il governo. Pinocchio è stato cancellato, la recita a giugno non si farà.

All'Istituto Italiano di Cultura sono rimasti allibiti di fronte alla motivazione: "ragioni di sicurezza". Resteranno a casa anche gli Sbandieratori di Cori. Loro dovevano esibirsi in una grande fiera enogastronomica promossa a Pechino dall'Unione europea: la Food, Wine, Tourism and Culture Extravaganza prevista il 10 e 11 maggio. Cancellata. Con la stessa giustificazione: "esigenze di sicurezza". Forse per timore che i nostri sbandieratori tirassero fuori all'improvviso l'emblema del Tibet? Rischiano di saltare anche una esposizione di foto su tutte le Olimpiadi precedenti (compresa Roma 1960) e il festival della Fotografia, altri due eventi ufficiali concordati da tempo e per i quali erano stati commissionati interventi dall'Italia. Ma non è il nostro paese a essere preso di mira in modo particolare.

Vengono revocate una dietro l'altra importanti manifestazioni culturali francesi, inglesi, americane. E perfino cinesi: un popolare concerto di pop music all'aperto è stato vietato senza preavviso, sempre per la medesima ragione. Con disagi e costi non indifferenti per gli organizzatori: biglietti aerei già comprati e talvolta non rimborsabili, prenotazioni di hotel disdette all'ultimo.

In questi anni Pechino è diventata una grande metropoli cosmopolita, dalla vita culturale sempre più intensa. Sono state costruite e inaugurate strutture ambiziose come il nuovo teatro dell'Opera disegnato dall'architetto francese Paul Andreu, per ospitare un cartellone internazionale. I Giochi dovevano segnare l'apoteosi di questa città, consacrare definitivamente l'apertura di Pechino al resto del mondo. Invece sta succedendo il contrario. Inviperito dalle contestazioni contro la fiaccola olimpica a Londra, Parigi e San Francisco, il regime si comporta come se fosse in stato di assedio.

Vuole ridurre le occasioni di contatto con l'estero in questo periodo "critico". Spettacoli, fiere, convegni internazionali sono sospetti: potrebbero servire da paravento per infiltrare nel cuore di Pechino agenti provocatori del Dalai Lama. E' la stessa ragione per cui i consolati cinesi hanno ricevuto da settimane l'ordine di centellinare i visti, anche per viaggi d'affari, moltiplicando le complicazioni burocratiche. All'inizio il governo cinese ha smentito la stretta sui visti. Di fronte al coro di proteste che si è levato dall'Unione europea all'America, da Hong Kong all'Australia, solo ieri i cinesi hanno ammesso che sì, le regole sui visti sono cambiate. "Normale prassi in tutti i paesi che ospitano le Olimpiadi", è la spiegazione ufficiale.
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domenica, 04 maggio 2008

IL TURISMO SESSUALE NON E' SOLO VERGOGNOSO, E' UN CRIMINE

Questo spot contro il turismo sessuale, che vede come vittime i minori fu censurato in Italia (qualche anno fa n. d. r.) in quanto ritenuto "troppo forte". Per maggiori info, visitate il sito http://www.ecpat.it/

"Ho sognato un dragone con grandi artigli affilati,
 ho sognato un gigante che emetteva sonori ruggiti,
 ho sognato un mostro che mi chiedeva di giocare,
 e quando mi sono svegliata
 aveva portato via tutto.
"



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categoria: bambini, sesso, spot, violenza, censura, tv , ecpat


venerdì, 02 maggio 2008

AMORE DI PAPA'

Un divertente (e censurato) spot televisivo per un'azienda di servizi telefonici, la Alò Alò.

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categoria: sesso, spot, censura, tv , alòalò


mercoledì, 30 aprile 2008

LA DIREZIONE DI GOOGLE A FAVORE DELLA CENSURA

[tratto da Repubblica.it]

All'assemblea, tra i punti all'ordine del giorno, ci sono lo stop
a collaborazione con censori e osservatorio per diritti umani

Google, consigli agli azionisti
"Non votate contro la censura"

Ma la direzione sconsiglia vivamente di votare a favore

 

di FRANCESCO OGGIANO

Anche Google prende posizione netta a favore della censura. E lo fa in modo ufficiale. Dando consigli ai suoi azionisti. È risaputo come in Cina i risultati delle ricerche su materiali considerati scottanti o scomodi al regime siano filtrati dallo stesso motore di ricerca americano. Giovedì 8 maggio, però, gli azionisti hanno la possibilità decidere di cambiare rotta. Ma se seguiranno le indicazioni della casa madre, non lo faranno.

La prossima settimana si terrà a Mountain View, quartier generale del colosso di internet, l'assemblea annuale degli azionisti. Tra i vari punti
all'ordine del giorno, però, questa volta ne figurano un paio piuttosto insoliti: il primo richiede l'introduzione di norme per impedire la collaborazione attiva con la censura attraverso il filtraggio dei risultati delle ricerche; il secondo propone la creazione di una Commissione per i diritti umani, con l'obiettivo dichiarato di combattere legalmente le pressioni esercitate dalle autorità locali dei Paesi in cui opera Google.

La dirigenza però non si è dimostrata entusiasta di queste idee. E nella sua guida ufficiale rivolta agli azionisti sconsiglia vivamente la votazione a favore di questi due punti. Nella sezione del documento, alla voce "Consigli per il voto", in riferimento ai due ordini del giorno si legge: "I direttori raccomandano di votare contro la proposta dell'azionista".

Una figuraccia per il colosso del web creato dai due studenti Larry Page e Sergey Brin. Già in passato esperti informatici avevano smascherato la collaborazione con le autorità cinesi da parte di Yahoo! e MySpace, rei di aver oscurato dei blog di giornalisti e dissidenti. Una delle provocazioni più interessanti in giro per la rete è
Censearchip. Si tratta di un sito internet ideato da due giovani studenti di informatica dell'università dell'Indiana che, dividendo lo schermo in due e interrogando le versioni locali di Google e Yahoo, offre un'analisi comparata dei diversi risultati di ricerca ottenibili in Cina, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania. La ricerca può riguardare sia contenuti testuali che fotografici. Basta digitare formule come "Repression Tibet", "Taiwan government", "Democracy" o ancora "Tien an men 1989" per accorgersi di come le risposte siano completamente differenti e di come, purtroppo, anche il web non rimanga immune dalle maglie della censura.

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categoria: internet, google, censura


martedì, 29 aprile 2008

E ADESSO ZITTI TUTTI

[tratto da Politica.excite.it ]
Putin e la modella: il giornale dello scoop cambia direttore
Dopo l'articolo sull'amante del presidente russo Vladimir Putin il Moskovskij Korrespondent, giornale russo che per primo aveva pubblicato la notizia della presunta relazione con la modella ed ex ginnasta Alina Kabaeva non chiuderà, ma l'editore che venerdì aveva repentinamente sospeso le pubblicazioni ha deciso di sostituire il direttore prima di tornare nelle edicole.

Il giornale scandalistico tornerà in edicola ma "guarderà alla realtà in un altro modo", ha spiegato l'amministratore Artyom Artyomov. "Parlerà di più dei problemi quotidiani e meno di politica". La presunta relazione era stata oggetto di una domanda durante la conferenza stampa finale del vertice tra il leader russo e Berlusconi tenuto venerdì in Sardegna.

Venerdì, infatti, in Costa Smeralda Natalya Melikova dell'autorevole Nezavisimaya Gazeta ha chiesto a Putin se era vero quello che si era letto sul quotidiano scandalistico. Putin ha reagito con un risposta molto dura, negando tutta la storia e accusando certa stampa di "impicciarsi della vita degli altri con il loro naso moccioloso con le loro fantasie erotiche".

Continua il presidente russo: "Lei mi poteva fare una domanda su temi ben più importanti discussi nell’incontro; ha invece preferito citare un articolo preso dai nostri giornali scandalistici". Mentre Berlusconi ha atteggiato le mani a mitraglietta verso la giornalista che aveva posto il quesito.
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categoria: giornalismo, russia, censura, berlusconi, vladimir putin


venerdì, 25 aprile 2008

STOP AI SIMPSON IN VENEZUELA, RIMPIAZZATI DA QUALCOSA DI PIU' EDUCATIVO

[ tratto da Salpetti.wordpress.com ]

Chavez censura i Simpson: preferisce Pamela Anderson

DISEDUCATIVO
EDUCATIVO


Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha censurato i Simpson, il popolarissimo cartone animato che riscuote da anni successi in tutto il Mondo e non solo tra i più piccoli. Secondo Chávez, i bambini del Venezuela potrebbero subire un’influenza negativa dai mitici personaggi della serie TV.

Con una minacciosa nota ufficiale, la Comisión Nacional de Telecomunicaciones, una sorta di autority per le telecomunicazioni, ha ingiunto alla emittente privata Televen di sospendere la diffusione del serial, mandato in onda tutti i giorni alle 11 del mattino. Nella nota si può leggere la motivazione: “Perché attenta contro la formazione integrale di bimbi, bimbe ed adolescenti“.

Al posto degli ironici e satirici personaggi gialli dei Simpson adesso non andrà in onda un documentario o un film d’autore, bensì il telefilm Baywatch, proprio quello in cui Pamela Anderson mostra le sue prorompenti grazie in un costume da bagno mozzafiato.


  


Che Chávez subisse il fascino delle belle donne lo si sapeva (dopo la storia con Naomi Campbell), ma che credesse che tutto il popolo venezuelano fosse più acculturato e meno corrotto da un seno prosperoso per lo più scoperto, piuttosto che da un cartone animato che ironizza sulla società occidentale, mi sembra troppo…

Mi sarei aspettato che il presidente socialista amico di Fidel Castro fosse uno più un fan dei Simpson che prendono in giro il modello di vita americano piuttosto che degli americanissimi bagnini in tuta rossa sempre più svestiti. Per altro, censurando i Simpson, Chávez va a trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda del suo odiato nemico, Bush. Anche il Presidente americano ha detto più volte, infatti, di non amare i personaggi dei Simpson (forse perché sbeffeggiano il suo governo e il modello di società di cui lui si è fatto portatore in quesi anni).

Magari dopo le polemice con la Reuters che di recente ha diffuso una foto di Chávez che, per uno strano gioco di luci e ombre, sembra avere le orecchie da Topolino (Disney), adesso al leader venezuelano non piacciono più così tanto i cartoni animati; preferisce vedere altre forme animate che si muovono sinuosamente durante una corsa sulla spiaggia…

Battute a parte, ancora una volta in Stati poco liberi si preferisce a qualcosa che potrebbe innescare un minimo di senso critico, qualcos’altro che agendo sugli istinti primari distrae l’attenzione della gente sui problemi reali.
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categoria: bambini, cartoni, censura, hugo chavez, pamela anderson, the simpsons, tv , baywatch


martedì, 22 aprile 2008

WATERBOARDING. UN NUOVO SPOT DI DENUNCIA DI AMNESTY INTERNATIONAL

Non si tratta di un video censurato, ma rientra tra quegli spot sociali che le televisioni italiane continuano ad ignorare.


[tratto da Corriere.it]

L'acqua che scende dall'alto è limpida. Un fiotto compatto. Inesorabile. Entra nella gola, stimola la faringe e il prigioniero ha la netta sensazione di annegare. A questo punto, non gli resta che implorare pietà. «Il terrore di morire - spiegano gli esperti - porta quasi immediatamente a chiedere che il trattamento abbia termine». Si chiama «waterboarding» (o annegamento simulato) ed è una delle tecniche più dure utilizzate negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda. Adesso, «quello che la Cia non vuol far vedere», è sul web: un video choc realizzato da Amnesty International che racconta in pochi secondi quello che accade in certe prigioni americane.

BUSH - Nei giorni scorsi George W. Bush ha ammesso di essere a conoscenza dell'utilizzo di queste pratiche. «Lo abbiamo fatto per proteggere il popolo americano» ha spiegato il presidente Usa. Ma le sue affermazioni hanno provocato una serie di reazioni e di polemiche. Tra queste, la dura presa di posizione di Amnesty. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, e soprattutto l'amministrazione Usa, l'organizzazione internazionale ha pubblicato su Internet una serie di video nell'ambito della campagna «Unsubscribe-me» contro le violazioni dei diritti umani nella «guerra al terrore». L'ultimo è quello sul «waterboarding». «La minaccia del terrorismo è reale - si legge sul sito Internet dell'iniziativa - ma calpestare i diritti umani e abbandonare i nostri valori non è la risposta giusta».

«VERGOGNA» - Malcom Nance, che a lungo ha insegnato agli uomini della sicurezza americana a resistere agli interrogatori in cui veniva usato il «waterboarding», chiede la fine immediata di questa pratica. «Mi vergogno per il fatto che il presidente Bush abbia autorizzato il suo uso e abbia così gettato nel fango la reputazione degli Stati Uniti», ha dichiarato. Il presidente statunitense è stato molto criticato anche per aver respinto una proposta parlamentare finalizzata a mettere fuori legge questo tipo di interrogatorio. «Il nostro film mostra ciò che la Cia non vuol far vedere - spiega Kate Allen, direttrice di Amnesty International in Gran Bretagna - vale a dire la disgustosa realtà degli annegamenti simulati».

22 aprile 2008

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categoria: usa , internet, guerra, video, violenza, george w bush, amnesty international, youtube, waterboarding


venerdì, 18 aprile 2008

TEETH: OGNI ROSA HA LE SUE SPINE (DA CENSURARE?)

[ tratto da Cineblog.it ]

Teeth: la visita ginecologica, il video non censurato

 

Con molta probabilità Teeth arriverà in Italia questa estate. Speriamo. Noi di Cineblog lo attendiamo con curiosità e ne abbiamo parlato tanto.

Di cosa parla Teeth? Presto detto: una ragazza (Jess Weixler) scopre che la sua vagina è… dentata. E quando subirà violenza si accorgerà di avere un grande potere. Il film, una commedia horror, è diretto da Mitchell Lichtenstein ed ha fatto impazzire il Sundance Film Festival.

Dopo il salto trovate il video della prima visita ginecologica di Dawn. Il video non censurato. Impressionante. Questo il sito ufficiale.

La scena non censurata della visita ginecologica di Dawn

 Il trailer

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categoria: cinema, censura, teeth


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